Newsletter Studio e-IUS – Tax&Legal – “Le ultime novità fiscali”

Spett.le Società/Associazione,

con la presente siamo lieti di sottoporre alla Vostra attenzione le ultime novità in materia fiscale, disponibili anche sul sito dello Studio www.e-ius.it.

Indice

Attività legislativa  3

Novità in materia di Terzo Settore  4

Novità in materia di contenzioso  6

Novità per le imprese  10

Novità in materia di welfare aziendale e lavoro dipendente  12

Novità in materia di IVA   14

Attività legislativa


Decreto 22 maggio 2023

In G.U. Serie Generale n. 167 del 19.07.2023, è stato pubblicato il decreto di Attuazione del decreto legislativo 17 marzo 2023, n. 42, recante: «Attuazione del regolamento (UE) 2021/2116 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013, recante l’introduzione di un meccanismo sanzionatorio, sotto forma di riduzione dei pagamenti ai beneficiari degli aiuti della politica agricola comune».

Novità in materia di Terzo Settore


 


L’11 dicembre scade il termine per la richiesta per la concessione di immobili pubblici a canone agevolato

Lo scorso 26 giugno è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia del Demanio il primo bando per la concessione agevolata di 5 immobili pubblici, vincolati e non utilizzati, siti in Veneto ad enti iscritti nel RUNTS.

Come precisato dall’Agenzia del Demanio la misura sperimentale si propone di recuperare edifici dismessi, di favorire lo sviluppo e la promozione di attività di interesse generale da parte degli enti sul territorio nazionale, incrementando così il valore economico e sociale dello Stato.

Il bando è rivolto a tutta la generalità degli enti iscritti al RUNTS, operanti in specifici settori di interesse generale, quali interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, organizzazione e gestione di attività culturali, organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso; riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità (cfr. art. 5, comma 1, lett. f), i), k) e z) del Cts).

Da un punto di vista fiscale, la norma del Codice prevede una detrazione, dal canone di concessione, delle spese sostenute dal concessionario per gli interventi sostenuti entro il limite massimo del canone stesso.

Per partecipare c’è tempo fino al 11 dicembre 2023 (ore 12). In particolare, le proposte progettuali dovranno contenere una offerta tecnica, i cui elementi qualitativi di valutazione saranno 3:  (i) ipotesi di recupero e riuso; (ii) ritorno per il territorio; (iii) sostenibilità ambientale ed efficienza energetica ed, infine, un offerta economia-temporale (canone, non inferiore a 235 euro e durata).

Chiarimento sull’istituto della co-progettazione

Lo scorso 11 luglio è stata pubblicata la nota 7 luglio 2023, n. 1059 con la quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito importanti chiarimenti in merito ai soggetti attuatori degli interventi delle Misure “inclusione e coesione” in riferimento al ricorso all’istituto della co-progettazione.

In particolare, con riferimento alla possibilità di ricorrere alla co-progettazione da parte dei soggetti assegnatari delle risorse stanziate nell’ambito del PNRR, il Ministero ritiene che, nel caso in cui la P.A. intenda definire unilateralmente le iniziative da realizzare mediante avviso pubblico o con apposito documento progettuale, quest’ultima non potrà avvalersi dello strumento della co-progettazione. In tale ipotesi il corretto percorso da instaurare sarà quello dell’appalto di servizi, così come previsto dal Codice dei contratti pubblici.

Ulteriore aspetto analizzato nella nota le indicazioni in merito a specifiche attività di coprogettazione che possono instaurarsi tra P.A. e ETS, nell’ambito della Missione 5 “inclusione e Coesione” del PNRR e, nello specifico, della Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”.

In particolare, nel caso in cui il progetto finanziato includa anche attività di ristrutturazione/riqualificazione di un immobile destinato a finalità di interesse generale, tali interventi potranno essere ricompresi tra le attività tipiche della coprogettazione. Sul punto, la nota precisa che gli ETS, in ragione della loro finalità, attività e struttura organizzativa, potranno delegare la realizzazione delle opere di riqualificazione/ristrutturazione a soggetti terzi. La selezione di detti operatori economici, a causa della natura pubblica del finanziamento, dovrà, però, realizzarsi attraverso un’apposita procedura ispirata ai principi tipici del codice degli appalti, senza però soggiacere a tale disciplina.

Pubblicata la modulistica Social bonus ed in arrivo la piattaforma per presentare la domanda

Lo scorso 18 luglio è stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Decreto interdirettoriale n. 118 del 7 luglio 2023, in attuazione degli artt. 8, co. 3 e 10, co. 2 del Decreto interministeriale del 23 febbraio 2022.

Con il suddetto documento è stata approvata la modulistica relativa al procedimento di individuazione dei progetti di recupero ammissibili al Social Bonus nonché quella relativa alla rendicontazione delle spese sostenute dagli ETS con le risorse finanziarie acquisite mediante le erogazioni liberali effettuate a sostegno dei medesimi progetti. La modulistica è disponibile all’interno dell’applicativo informativo, denominato “Social Bonus”, accessibile dal portale servizi.lavoro.gov.it

Inoltre, secondo quanto riportato nel citato decreto a breve sarà disponibile la piattaforma informativa, attraverso la quale gli enti beneficiari potranno presentare, alle previste scadenze di legge (i.e. entro il 15 gennaio, il 15 maggio e il 15 settembre di ogni anno), l’istanza di partecipazione, utilizzando la modulistica appena approvata.

Novità in materia di contenzioso

Compenso agli amministratori (Cass. civ, Sez. V, Ordinanza, 10/07/2023, n. 19445)

Il compenso pagato all’amministratore senza una delibera preventiva non può essere ricollegato alla volontà dell’assemblea, che, ai sensi dell’articolo 2389 cod. civ., è l’unica a poterlo determinare, e, sotto il profilo tributario, il costo, ai fini della deducibilità, deve avere i requisiti di certezza e di determinabilità richiesti dall’articolo 109 D.P.R. n. 917 del 1986. Ne consegue che, in assenza di un espresso atto assembleare di determinazione non soltanto del generico diritto dell’amministratore alla percezione del Trattamento di Fine Mandato, ma anche del suo ammontare annuo, di data certa anteriore all’inizio del rapporto, conforme allo schema legale del procedimento di formazione della volontà assembleare dei soci, l’onere sostenuto dalla società risulta deducibile nell’esercizio di erogazione dell’indennità di fine mandato, ossia per cassa.

Definizione agevolata (Cass. civ, Sez. V, Ordinanza, 10/07/2023, n. 19454)

In tema di definizione agevolata delle liti fiscali, l’art. 1, comma 192, della L. n. 197 del 2022, nel consentire la definizione delle controversie per le quali, alla data di presentazione della domanda, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva, ha riguardo alle sole controversie definite da decisione ancora impugnabile con i mezzi ordinari, ma non anche a quelle in cui l’unico rimedio esperibile sia la revocazione, per le quali va pertanto disattesa la richiesta di sospensione del giudizio. Ove, tuttavia, la decisione della Corte di cassazione oggetto di revocazione abbia disposto la cassazione con rinvio della sentenza impugnata, la lite deve ritenersi ancora pendente e l’istanza di sospensione proposta dal contribuente merita di essere pertanto accolta nei termini di legge.

Accertamento da studi di settore (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 11/07/2023, n. 19748)

In tema di accertamento da studi di settore, ogni qual volta il contraddittorio sia stato regolarmente attivato e il contribuente abbia omesso di parteciparvi, oppure, anche partecipando, non abbia allegato alcunché per spiegare lo scostamento, l’Ufficio non è più tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai menzionati parametri. In questo caso, infatti, la rilevazione dello scostamento, a fronte dell’assenza di elementi con cui il contribuente ne spieghi la sussistenza, assume la dignità di indizio grave e preciso, idoneo, pur se unico, a supportare la dimostrazione del fatto ancora sconosciuto, ai sensi dell’art. 2729 cod. civ. Tanto in ogni caso non pregiudica definitivamente la difesa del contribuente, cui resta sempre il diritto di allegazione e di prova in sede contenziosa, anche per la prima volta, degli elementi idonei a vincere le presunzioni su cui l’accertamento tributario si fonda.

Onere della prova e contenzioso (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 11/07/2023, n. 19758)

In tema di contenzioso tributario, ai fini dell’utilizzo degli indizi, mentre la gravità, precisione e concordanza degli stessi permette di acquisire una prova presuntiva, che, anche sola, è sufficiente nel processo a sostenere i fatti fiscalmente rilevanti accertati dalla amministrazione, quando manca tale convergenza qualificante è necessario disporre di ulteriori elementi per la costituzione della prova.

Dividendi tra società madre-figlia (Cass. civ., Sez. V, 11/07/2023, n. 19787)

In tema di imposte sui dividendi azionari corrisposti da una società figlia residente in Italia ad una società madre residente in Francia, il credito d’imposta previsto dall’art. 10 comma 4, lett. b), della Convenzione contro le doppie imposizioni, firmata tra Italia e Francia il 5.10.1989 e ratificata dalla Repubblica Italiana con L. n. 20 del 1992, non è escluso dal riconoscimento dell’esenzione dalla ritenuta prevista dalla Direttiva madre-figlia n. 435 del 1990 (attuata con il D.Lgs. n. 136 del 1993), atteso che secondo l’interpretazione offerta dalla Corte di Giustizia (causa C-389/18, del 19 dicembre 2019, Brussels Securities), questo secondo beneficio non elimina necessariamente il rischio di doppia imposizione economica né di violazione del principio di neutralità fiscale. Peraltro, ai fini del corretto coordinamento dei due meccanismi di tutela dagli effetti distorsivi della doppia imposizione (esenzione e credito d’imposta), la necessaria verifica in concreto della eliminazione effettiva di detto rischio in danno della società madre francese – a tutela da trattamenti fiscali deteriori rispetto alla disciplina applicabile ad una società madre sedente in Italia – deve essere compiuta mediante l’accertamento che il dividendo distribuito dalla società figlia italiana sia compreso, una volta assegnato alla società madre francese, nel coacervo dei redditi imponibili in quello Stato, senza che rilevi se nel concreto quel reddito sia ivi assoggettabile ad aliquota pari, inferiore o superiore a quella altrimenti applicabile in Italia, riconducendosi la disciplina nel principio di neutralità ed efficienza fiscale internazionale.

Accertamento analitico-induttivo (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 12/07/2023, n. 19851)

In tema di accertamento analitico-induttivo, a fronte dell’incompletezza, falsità o inesattezza dei dati contenuti nelle scritture contabili, l’amministrazione finanziaria può completare le lacune riscontrate utilizzando, ai fini della dimostrazione dell’esistenza di componenti positivi di reddito non dichiarati, anche presunzioni semplici, aventi i requisiti di cui all’art. 2729 c.c., con la conseguenza che l’onere della prova si sposta sul contribuente. Inoltre, l’art. 39, primo comma, lett. c), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 consente di procedere alla rettifica del reddito anche quando l’incompletezza della dichiarazione risulta dai verbali relativi ad ispezioni eseguite nei confronti di altri contribuenti, da cui derivino presunzioni semplici, desumibili anche da documentazione extracontabile ed in particolare da “contabilità in nero”, costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore, dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli artt. 2709 e ss. cod. civ. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d’impresa, ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato economico dell’attività svolta.

Decadenza azione di rimborso (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 13/07/2023, n. 20024)

Il termine di decadenza biennale non può essere applicato all’azione di rimborso dei costi per la fideiussione, la quale assolve una funzione qualitativamente diversa rispetto all’obbligazione tributaria ed è per tale ragione esclusa dal richiamo all’art. 19 del D.Lgs. del 31/12/1992 n. 546 operato dal successivo art. 21, comma 2, che dev’essere inteso riferito al tributo e alle sanzioni.

Impugnazione della sospensione del rimborso IVA (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 13/07/2023, n. 20051)

Anche la comunicazione della sospensione di un rimborso IVA in vista di una sua compensazione, differendone in concreto l’esecuzione, è un atto autonomamente impugnabile o ai sensi del combinato disposto degli artt. 19, comma 1, lett. i, del D.Lgs. n. 546 del 1992 e 23 del D.Lgs. n. 472 del 1997 o, comunque, ai sensi del citato art. 19, atteso che è necessario considerare che la “formale” pretesa tributaria, che ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992 deve rinvenirsi nell’atto dell’amministrazione finanziaria perché possa costituire oggetto di impugnazione avanti le commissioni tributarie, può estrinsecarsi in una manifestazione di volontà dell’Ufficio sia pretensiva (di un maggiore tributo) che oppositiva (al diritto alla restituzione di un tributo riscosso od al riconoscimento del diritto alla esenzione o all’applicazione del minore tributo), comunque idonea ad incidere negativamente nella sfera patrimoniale del contribuente.

Soggetti passivi IVA (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 17/07/2023, n. 20524)

In tema di IVA, sono soggetti passivi gli operatori economici privati anche se svolgono, in regime di convenzione, attività rientranti nelle finalità istituzionali di un ente pubblico, occorrendo, ai fini dell’esclusione dal campo dell’imposta, che l’attività sia espletata direttamente dall’ente pubblico, mediante i propri dipendenti, in veste di pubblica autorità.

Contenzioso tributario (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 18/07/2023, n. 20837)

In tema di contenzioso tributario, qualora l’Amministrazione finanziaria, a fronte di un’istanza di rimborso di imposta, emetta un provvedimento di diniego espresso, ancorché oltre il temine per il formarsi del silenzio-rifiuto, il ricorso avverso quest’ultimo, proposto dal contribuente in data successiva al provvedimento esplicito, è inammissibile per originaria carenza di interesse.

Base imponibile IVA (Cass. civ., Sez. V, Ordinanza, 18/07/2023, n. 20909)

In tema di IVA, ai sensi degli artt. 13, comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972 e 73 della Direttiva IVA rifusa (2006/112/CE), nella base imponibile devono ricomprendersi tutti i corrispettivi, compresi eventuali integrazioni, dovuti al cedente o al prestatore di servizi sulla base delle condizioni contrattuali, non potendosi artificiosamente scomporre la prestazione economica, che è tendenzialmente unica ed indissociabile, fatta eccezione per gli elementi normativamente previsti (ex art. 79 della citata Direttiva).

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Novità per le imprese

INCENTIVI ALLE IMPRESE

Credito d’imposta energia e gas: fruizione del credito in ipotesi di costi riaddebitati analiticamente (risposta ad interpello 13 luglio 2023, n. 389)

L’Agenzia delle entrate, con la risposta a interpello 13 luglio 2023 n. 389, esamina l’ipotesi in cui una società sostiene integralmente il costo per l’acquisto dell’energia elettrica, salvo provvedere successivamente a ribaltare analiticamente tale costo ai sostenitori effettivi delle spese in base ai consumi misurati dai singoli contatori.

L’Agenzia, in proposito, precisa che in presenza di meccanismi di determinazione del corrispettivo che dovessero comportare nei confronti del cliente finale un analitico riaddebito del costo (aumentato) del prezzo della materia prima, alle imprese non potrebbe essere riconosciuto in misura corrispondente il credito d’imposta.

Quanto all’obbligo di comunicazione del credito di cui all’art. 1 co. 6 del DL. 176/2022, l’Agenzia precisa che obbligato all’invio della comunicazione è il beneficiario del credito, ossia il soggetto legittimato ad operare la compensazione. Non essendo la società la beneficiaria del credito, questa è tenuta a richiedere l’annullamento delle istanze che ha presentato a titolo precauzionale e prudenziale.

l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in caso di riaddebito analitico dei costi, l’impresa non può beneficiare del credito d’imposta “non energivore” ex art. 3 del DL 21/2022 e, di conseguenza, non è tenuta a presentare la comunicazione relativa ai crediti d’imposta maturati nel secondo semestre 2022.

In relazione ai costi che non restano definitivamente a carico della società, per effetto del meccanismo di ribaltamento analitico, la società non può infatti fruire del credito d’imposta.

Credito d’imposta energia e gas: valutazione del riaddebito analitico (risposta ad interpello 10 luglio 2023, n. 373)

L’Agenzia delle entrate, con la risposta ad interpello 10 luglio 2023, n. 373, fornisce precisazioni in merito alla valutazione del riaddebito c.d. “analitico”.

Al fine di stabilire se il riaddebito (in tutto o in parte) del costo della energia possa essere qualificato come ”analitico” e quindi tale da determinare un corrispondente ribaltamento dello stesso in capo ad un soggetto diverso da colui che formalmente è intestatario delle utenze (nel caso di specie il Cliente che paga il corrispettivo di un servizio complesso), è necessario che il suddetto ribaltamento avvenga:

PRINCIPI CONTABILI

Rilevanza fiscale delle poste correttive degli errori contabili (norma di comportamento AIDC luglio 2023, n. 221

È stata pubblicata la norma di comportamento AIDC n. 221/2023, con cui sono state esaminate alcune delle condizioni per l’applicazione della disciplina della rilevanza fiscale delle poste correttive degli errori contabili di cui all’art. 83 co. 1 del TUIR.

In particolare, le scritture recanti la correzione di errori contabili in ossequio alla corretta applicazione dei principi adottati da parte dei soggetti ai quali sia accordato il regime di derivazione rafforzata e che sottopongano il bilancio di esercizio a revisione legale hanno rilevanza fiscale nel periodo d’imposta in cui sono effettuate.

Costituisce eccezione a tale regola di portata generale il caso in cui la correzione comporti una riduzione dell’imponibile generata da componenti negativi di reddito la cui competenza originaria risalga a un periodo per il quale sia scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione integrativa.

La traslazione della rilevanza fiscale dei componenti di reddito dall’esercizio in cui l’errore è stato commesso all’esercizio in cui viene posto rimedio allo stesso, non opera, tuttavia, nel caso in cui il rimedio all’errore sia successivo all’avvenuta notifica di un atto di contestazione impugnabile.

Novità in materia di welfare aziendale e lavoro dipendente


Corte di Giustizia UE, sentenza del 13 luglio 2023 nella causa C-134/22: licenziamento collettivo e comunicazioni preventive

La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE), con sentenza pubblicata in data 13 luglio 2023, ha affermato che, nell’ambito delle procedure di licenziamento collettivo di cui all’art. 2, par. 3, comma 2, Dir. 98/59/CE, la comunicazione del progetto di licenziamento collettivo, da effettuarsi preventivamente all’autorità pubblica competente, non ha la finalità di tutelare i lavoratori interessati, ma soltanto quella di fornire informazioni di massima in una fase iniziale della procedura.

Whistleblowing: pubblicate in data 15 luglio 2023 le nuove Linee guida ANAC

In data 15 luglio 2023 l’ANAC ha approvato e pubblicato le Linee Guida aggiornate in tema di Whistleblowing, tenuto conto della nuova disciplina di cui al D.lgs. n. 24/2023, che recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e delle disposizioni normative nazionali (c.d. direttiva “Whistleblowing”).

Ministero dell’Economia e delle Finanze – Interpello n. 5/01137 del 19 luglio 2023: chiarimenti in ordine al regime fiscale speciale applicabile ai lavoratori impatriati

In risposta all’interrogazione parlamentare n. 5/001137 del 19 luglio 2023, il MEF ha chiarito che la precedente iscrizione all’AIRE della persona che rientra in Italia è condizione necessaria per poter fruire della proroga quinquennale del regime impatriati. Come noto, infatti, la legge di bilancio 202, ha esteso la proroga di cinque anni introdotta dal decreto “Crescita” (e in vigore dal 1° maggio 2019) ai contribuenti iscritti all’Aire o cittadini UE che avevano già trasferito la residenza in Italia prima del 2020 e che, alla data del 31 dicembre 2019, risultavano beneficiari del regime speciale di cui all’articolo 16 del Dlgs n. 147/2015.

 Ad avviso del MEF, tali requisiti sono “tassativi” e non interpretabili in via estensiva.

INPS: messaggio n. 2547 del 2023

Con messaggio n. 2547 del 2023, l’INPS fornisce chiarimenti in relazione alle modalità di accesso alla pensione anticipata (c.d. Opzione donna), con particolare riferimento ai casi di riscatto a percentuale dei periodi ante 1996 a seguito dell’esercizio della facoltà di opzione al sistema contributivo.

In sintesi, secondo quanto chiarito con il messaggio in commento, l’esercizio della facoltà di opzione al sistema contributivo non preclude il riconoscimento del diritto alla pensione anticipata c.d. Opzione donna, a prescindere dalla data di presentazione della relativa domanda, purché siano soddisfatte le seguenti ulteriori condizioni:

  • esercizio della facoltà di opzione al sistema contributivo e presentazione della domanda di riscatto entro il 20 dicembre 2021;
  • perfezionamento, alla data di presentazione della domanda di riscatto, dei requisiti per la pensione anticipata c.d. Opzione donna vigenti al 31 dicembre 2021, tenendo conto anche della contribuzione da riscattare.


Novità in materia di IVA


Intervento della stabile organizzazione nelle cessioni di beni e prestazioni di servizi territorialmente rilevanti in Italia – Art. 17, comma 4, d.P.R. n. 633/1972 (risposta ad interpello 10 luglio 2023, n. 374)

C’è intervento della stabile organizzazione italiana di una società non residente quando l’attività svolta nel territorio dello Stato non è di semplice supporto amministrativo ma influenza effettivamente il business che la società non residente intende avviare.

I dipendenti della stabile organizzazione, infatti, pongono in essere delle attività “qualificanti” come l’assistenza in materia di fatturazione, l’organizzazione delle consegne, i rapporti con gli stabilimenti di produzione.

Sussistono, pertanto, le condizioni per considerare la stabile organizzazione quale debitore d’imposta in Italia per le operazioni effettuate.

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 13 luglio 2023, causa C-615/21

I principi di certezza del diritto e di effettività del diritto dell’Unione devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa di uno Stato membro e alla prassi amministrativa ad essa relativa, in forza delle quali, in materia d’imposta sul valore aggiunto, il termine entro il quale si prescrive il diritto dell’amministrazione tributaria di accertare tale imposta è sospeso per tutta la durata dei controlli giurisdizionali. Ciò, indipendentemente dal numero di volte in cui il procedimento tributario amministrativo ha dovuto essere reiterato in seguito a tali controlli e senza limitazione della durata cumulativa delle sospensioni di tale termine, ivi incluso il caso in cui il giudice che statuisce su una decisione dell’autorità tributaria di cui trattasi, adottata nell’ambito di un procedimento reiterato, facente seguito a una decisione giurisdizionale anteriore, constati che tale autorità tributaria non si è conformata agli orientamenti che figurano nella decisione giurisdizionale suddetta.

Corte di Cassazione, sentenza del 18 luglio 2023, n. 20806

Nella fase di liquidazione di una società il soggetto legittimato alla presentazione della relativa dichiarazione IVA è il liquidatore, poiché assume la rappresentanza della società ai sensi dell’art. 2487, comma 1, c.c.

Infatti, la messa in stato di liquidazione di una società non interrompe il periodo d’imposta ai fini IVA e non comporta la presentazione di un’autonoma dichiarazione. Rimangono ferme, pertanto, le disposizioni di cui all’art. 35, comma 4, del DPR n. 633/1972, in ordine ai versamenti, alla fatturazione, alla registrazione, alla liquidazione e dichiarazione. Durante la suddetta fase, pertanto, la società rimane un soggetto IVA distinto e autonomo rispetto ai soci. La dichiarazione presentata dal liquidatore, in qualità di rappresentante della società, è idonea a manifestare la volontà della compagine sociale finalizzata alla soddisfazione del credito e non è necessario presentare un’autonoma e ulteriore dichiarazione.

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Nel restare a Vs. disposizione per eventuali approfondimenti e/o chiarimenti, porgiamo

Cordiali saluti,

e-IUS Tax & Legal